IL NATALE DI CHARLES DICKENS!

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I preparativi del Natale sono i più attesi e festosi momenti dell’anno, almeno per noi appassionati. Ogni anno cerchiamo di unire tradizioni e creatività per prepararci al giorno da noi tanto atteso. Cene con i parenti, giochi con gli amici, scambio di doni, decorazioni dalle mille fantasie e gli immancabili segna posti che io personalmente ogni hanno personalizzo per ogni partecipante al pranzo di Natale. Non dimentico di certo i mercatini di Natale, piatti tipici, canti e musiche natalizie…ma tutto questo da cosa ha origine?

Il Natale si sa è una festa religiosa che ogni anno scalda il cuore di credenti e non, la sua duplice versione “festa spirituale e terrena” fa parte della cultura generale di ogni Paese. Dal presepe all’albero tutti, o quasi, scelgono di mettere in casa un simbolo di festa. Ma la domanda è…il Natale dai mille colori, lucine, doni attesi e inaspettati, cene con giochi per stare in famiglia (tra amici e parenti) chi lo ha inventato? e bene il suo “inventore” è Charles Dickens! http://www.treccani.it/enciclopedia/charles-john-huffam-dickens  ora, alcuni di voi diranno che sto esagerando, ma attenzione la parola “inventore” è stata volutamente messa tra “virgolette” perchè più che discutere sulla questione di quanto sia vero o no questo aggettivo dato al caro Charles quello che desidero di più in questo articolo è parlare di come le sue storia hanno riccamente contribuito a disegnare l’immagine che tutti noi abbiamo dell’amatissima festa che cade il 25 dicembre.

Ai tempi di Dickens il Natale era esclusivamente una festa Cristiana, corrente religiosa maggiormente diffusa nell’Inghilterra Vittoriana. Il popolo era per lo più povero e puritano, non c’erano soldi per comprare doni materiali, ne giorni di riposo da trascorrere con i propri cari. Il lavoro minorile era un orrenda prassi e la povertà del ceto più basso sfiorava l’impossibile. Charles, cresciuto in una famiglia di poveri operai, era un giovane brillante che trovava riprovevole la vita malsana a cui la maggior parte della popolazione Inglese era costretta, così decise di scrivere un racconto per sollevare l’opinione pubblica “il Canto di Natale” libro pubblicato il 19 dicembre del 1843 http://www.lafrusta.net/rec_dickens_canto_di_natale.html?no_redirect=true

Il libro ebbe un grande successo e toccò i cuori di tutti, risvegliando tra la gente la voglia di festa e serenità. I “canti di Natale” nell’epoca vittoriana esistevano, ma non erano praticati, Dickens decise di riportarli nel suo libro, descrivendo scene di festa, cori di adulti e bambini ricchi di vivacità che venivano inizialmente disprezzati dal protagonista della sua storia (tipico imprenditore vittoriano dal cuore duro ed insensibile). Da quel momento i “canti di Natale” iniziarono a diffondesi tra le vie delle città Inglesi portando con se tanta aria di festa https://notiziemusica.it/i-migliori-canti-di-natale/news/ 

Poco dopo il Principe Albert, marito della Regina Vittoria, regalò alla sua consorte, un albero tipico della sua terra d’origine, la Germania. Questo albero, per lo più sconosciuto dalla popolazione inglese, divenne il protagonista di un secondo racconto di Dickens pubblicato nel 1850, “Un albero di Natale”, il secondo successo di Charles portò nelle case degli inglesi la tradizione di decorare un abete tutti insieme in attesa del Natale, ed ecco qui l’albero che tutti noi conosciamo e amiamo. 

La tradizione dello scambio dei doni avvenne poco dopo, o meglio, qualcosa di simile già esisteva ma avveniva a Capodanno, ma le meravigliosi descrizioni dello scambio dei doni durante il giorno di Natale che Charles riportava nel suo libro, fecero anticipare lo scambio dei doni tra la popolazione inglese, trasformando il 25 dicembre nel giorno dei regali. 

Il cenone Natalizio, prese il via a seguire, mangiare bene e tutti insieme in amorevole compagnia non venne descritto da Dickens come una mancanza di rispetto e spudorata ostentazione bensì come gesto di affetto nei confronti di chi amiamo, aiutando anche i più poveri donando loro cibo e amore.

Insomma a Dickens dobbiamo un gran numero delle tradizioni oggi ancora vive tra noi, ma Babbo Natale? ed eccolo qui, l’indiscusso Babbo dal cuore d’oro che ogni anno ci porta doni e leccornie, Charles nei suoi racconti ne parla? non proprio, ma l’uomo dal cuore buono che compie gesti di generosità e amore è l’evoluzione dell’insensibile protagonista iniziale del “Il Canto di Natale”, il Signor Scrooge, che si trasforma, a fine storia, in un uomo sensibile e dal cuore grande pronto a donare ogni bene al prossimo.

Possiamo dunque dire che Dickens ha contribuito, e non poco, a “creare” la nostra idea del Natale?

Con il passare del tempo, tutti noi abbiamo letto o guardato una rappresentazione dell’opera di Dickens, che ogni anno torna ad essere la protagonista indiscussa tra i racconti natalizi.

Cinema e teatro nel corso della storia hanno omaggiato “il Canto di Natale” con tante rappresentazioni, per grandi e piccini, ne avete ricordo? se dico “lo Spirito del Natale Passato, Presente e Futuro…vi viene in mente qualcosa? sbirciate un po’ tra questi link https://www.youtube.com/watch?v=_eb6wsm4LNA&list=PLQT0bn0b9CIcw28dqlG4wRG64f9sWTT2c

Quanti di voi hanno visto una rappresentazione di questo meraviglioso racconto? quanti hanno letto il libro? consiglio vivamente di fare immediatamente entrambe le cose se qualcuno di voi ancora non lo ha fatto…subito da ora…perchè la generosità, l’amore e la voglia di far festa devono essere LE UNICHE COSE CONTAGIOSE e il Natale ancora una volta, in un modo o nell’altro ce le insegna!

Alla prossima amatissima squadriglia natalizia!